Kriminal n.1 – Il Re del Delitto: nascita di un’icona nera del fumetto italiano
Nel 1964, in un’Italia attraversata da profondi cambiamenti sociali e culturali, fa la sua comparsa nelle edicole un personaggio destinato a lasciare un segno indelebile nella storia del fumetto: Kriminal. Il primo numero, Il Re del Delitto, creato da Luciano Secchi (Max Bunker) ai testi e Roberto Raviola (Magnus) ai disegni, inaugura una nuova stagione del fumetto popolare italiano, quella dei cosiddetti fumetti neri.
Kriminal non è un eroe nel senso classico del termine. È un criminale spietato, intelligente, ironico e vendicativo. Fin dalla copertina del numero uno, con il suo costume scheletrico giallo e nero, il personaggio comunica una rottura netta con la tradizione del fumetto avventuroso e moraleggiante fino ad allora dominante.

Una trama che sovverte le regole
Ne Il Re del Delitto, veniamo introdotti a Anthony Logan, scienziato geniale la cui vita viene distrutta da un torto subito: accusato ingiustamente, privato della moglie e della sua identità sociale, Logan sceglie la strada della vendetta e del crimine. Nasce così Kriminal, un antieroe che combatte il sistema usando le stesse armi della violenza, dell’inganno e del terrore.
La storia è rapida, essenziale, priva di concessioni al sentimentalismo. Il lettore non è invitato a giudicare, ma ad assistere. Questo approccio, all’epoca, risultò scioccante: Kriminal non si pente, non cerca redenzione, e soprattutto vince.
Magnus e l’estetica del noir
I disegni di Magnus contribuiscono in modo decisivo all’impatto del personaggio. Il tratto è nervoso, espressivo, fortemente influenzato dal cinema noir e dall’illustrazione europea. Le ombre sono dense, i volti spesso deformati, l’azione cruda e diretta. Il mondo di Kriminal è sporco, violento, realistico nella sua esagerazione.
Il costume scheletrico diventa subito un simbolo: la morte che cammina, ironica e beffarda, che ridicolizza polizia, potenti e ipocrisie borghesi. Un’immagine potentissima, destinata a entrare nell’immaginario collettivo.
Un fumetto controcorrente
Kriminal n.1 nasce in un contesto editoriale dominato da eroi positivi. Il successo immediato del personaggio dimostra però che il pubblico era pronto per qualcosa di diverso. Il fumetto nero intercetta paure, frustrazioni e desideri repressi di una società in trasformazione.
Non mancano le polemiche: Kriminal viene accusato di immoralità, violenza gratuita, cattivo esempio per i giovani. Ma proprio queste critiche contribuiscono ad alimentarne la fama. Secchi e Magnus rispondono con intelligenza, affinando col tempo la psicologia dei personaggi e introducendo una satira sempre più feroce della società contemporanea.
L’eredità di Kriminal
Con Il Re del Delitto, Kriminal pone le basi di una lunga serie che influenzerà profondamente il fumetto italiano ed europeo. Senza Kriminal sarebbe difficile immaginare personaggi come Satanik, Diabolik nelle sue evoluzioni più cupe, o certi antieroi moderni.
Riletto oggi, il primo numero conserva una forza sorprendente. Al di là del contesto storico, Kriminal rimane un personaggio attuale: simbolo di ribellione, di critica al potere e di rifiuto delle false certezze morali.
Conclusione
Kriminal n.1 – Il Re del Delitto non è solo l’inizio di una serie di successo, ma un vero e proprio atto di rottura nella storia del fumetto italiano. Un’opera che ha avuto il coraggio di osare, di scandalizzare e di innovare. Un classico che merita di essere riscoperto, studiato e celebrato.
